Una delle principali cause di malessere in
viaggio è l’alimentazione. Più
ci si allontana dalle condizioni igienico-sanitarie
tipiche dei paesi occidentali maggiori sono
le probabilità di incorrere in disturbi
sanitari. In generale è preferibile
assumere cibi ben cotti, dato che piccoli
disturbi gastro-intestinali sono possibili
anche nelle strutture di maggior livello.
Oltre alla diarrea, che è la patologia
più frequente, cibi e bevande contaminate
possono provocare: febbre tifoide, paratifo,
poliomelite, epatite A e varie infezioni parassitarie.
Un'accurata selezione dei cibi e delle bevande
che si consumano durante il viaggio offre
la migliore protezione contro tali malattie.
Tale precauzione è particolarmente
importante per i gruppi più vulnerabili
come bambini, donne gravide, anziani e persone
con immunità compromessa.
Fate molta attenzione ai pesci, crostacei
e frutti di mare crudi o cotti al vapore,
con carne al sangue o raffreddata da diverse
ore. Alcune specie di pesci (barracuda) e
di frutti di mare possono contenere delle
tossine velenose anche se sono ben cotti.
Solitamente se il locale dove vi recate è
molto frequentato la merce è fresca,
quindi se ben cotta, non dovrebbe dare problemi.
Nei climi caldi può capitare di perdere
l'appetito e cominciare a dimagrire, è
opportuno tenere sempre sotto controllo l'alimentazione,
che deve avere sempre un giusto apporto di
carboidrati (riso, pasta, pane), proteine
(carne, uova, legumi) e vitamine (frutta e
verdura).