Portare in viaggio un animale ha delle regole
chiare, anche se un po' mutevoli da luogo a
luogo, e in base al mezzo di trasporto
Negli ultimi anni i permessi si vanno estendendo
per gli animali di piccola taglia.
Prima di recarsi in un luogo è sempre
bene chiedere se gli animali sono accolti
e con quali limitazioni.
Le maggiori difficoltà si incontrano
per i trasferimenti all'estero, per i quali
è consigliabile avere tutte le disposizioni
precise sugli obblighi sanitari richiesti
rivolgendosi al proprio Veterinario, agli
appositi Servizi Veterinari del Comune, alla
propria agenzia di viaggi, se non direttamente
al Consolato della nazione in cui ci si reca
o nei punti di imbarco.
A volte ci si può imbattere in provvedimenti
operanti delle modifiche temporanee del tutto
inattese.
Proprio per questo si suggerisce di rivolgersi
al proprio veterinario di fiducia per adottare
le modifiche delle leggi della Comunità
Europea con direttive non ancora giunte ad
una chiara e stabile definizione, tanto che
la Direzione Generale della Sanità
Veterinaria e degli Alimenti del Ministero
della Salute sta ancora sollecitando chiarimenti
da parte della Commissione Europea sul comportamento
a cui attenersi negli altri Paesi membri (in
particolare in Irlanda, Regno Unito, Svezia
e Malta) a proposito della movimentazione
degli animali da compagnia identificati con
tatuaggio o microchip e scortati da “passaporto
individuale”.